| Nel trail più duro il solito film... |
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| Scritto da Antonio |
| Mercoledì 31 Agosto 2011 13:46 |
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Era la gara più temuta dai “corridori del cielo” del centro Italia e l’eco trail della Serra di Celano non ha tradito le attese, rivelandosi duro, durissimo, con i suoi 33 chilometri e 2000 metri di dislivello positivo! Un percorso epico, un po’ skyrace tecnico, un po’ trail di resistenza, fra le vette appuntite del Parco Regionale del Velino-Sirente e gli estesi pianori delle Rocche. Partenza dalla piazza di Celano (previo giro turistico all’interno delle mura del Castello Piccolomini, fra i più belli d’Abruzzo), salita lungo la pineta, poi km verticale sino in vetta alla Serra (1941 metri), cresta della montagna, discesa sino alla periferia di Ovindoli; e ancora: antica via Romana, giù per le meravigliose Gole di Celano, passaggio ad Aielli e ritorno (ancora in salita) a Celano. Una manifestazione bellissima, organizzata con passione dal Gruppo Sportivo della cittadina marsicana in collaborazione con la dinamica locale sezione del CAI. 150 gli atleti al nastro di partenza lo scorso 7 agosto, non pochi per una gara che definirla estrema è un eufemismo… Dal punto di vista agonistico va registrato l’ennesimo duello stagionale fra Simone Silvestri (Runner’s Club dei Marsi) ed Antonio Carfagnini: questi ha dimostrato ancora di avere una marcia in più in salita, dominando la prima parte della gara, ma di essere ancora troppo lento in discesa. I due runners sono transitati appaiati ad Ovindoli dove Silvestri ha compiuto un deciso allungo, approfittando della scarsa attitudine alla discesa del Camoscino e ad una crisi del nostro dovuta al forte caldo (tanti gli atleti disidratati). Il vantaggio si è fatto subito consistente ma al 30° chilometro è stato Silvestri a “piantarsi” inesorabilmente. Carfagnini ha recuperato gran parte del gap ma la rimonta non è bastata (2 minuti lo svantaggio all’arrivo). Bene l’inossidabile Cesidio Caranfa, 16° al traguardo dopo un km verticale a ridosso dei primi. Il Segretario, come il collega Camoscino, avrebbe un palmarès da record se le gare fossero di sola salita… Daniele Tarullo, come sempre, ha lottato strenuamente, ottenendo un confortante 23° posto assoluto e 2° di categoria.
Il mondo della corsa in montagna ora osserverà una settimana di riposo per ritrovarsi il 21 agosto al cospetto del Gran Sasso, una delle gare più belle, fra i sentieri della montagna più alta, frequentata e decantata dell’Italia peninsulare.
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 31 Agosto 2011 13:50 |


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