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Un indimenticabile week end vissuto in uno dei posti più belli del mondo: questo è stato il “Beach trail di Positano” per me, per gli amici di Scanno che mi hanno accompagnato e per gli altri numerosi appassionati di corsa in montagna che domenica scorsa, 2 aprile, si sono dati appuntamento nella perla della Costiera Amalfitana per la manifestazione organizzata dal club campano “Aequa Running”. La ciliegina sulla torta è stato il risultato agonistico con la vittoria assoluta del sottoscritto, il successo di categoria di Cesidio Caranfa (12° assoluto), il secondo posto fra gli over 50 di Daniele Tarullo (22° assoluto) e l’81ª piazza dello Scannese d’adozione Stefano Marrara. Le prestazioni agonistiche, pur importanti (oltre che confortanti) passano però in secondo piano quando l’esperienza sportiva è vissuta in contesti ambientali impareggiabili, a contatto con persone autentiche, in un’atmosfera talmente sana da rendere la classifica solo un dettaglio.
L’appuntamento per la partenza è sabato alle 14:00. A bordo della mia Polo prendo Daniele in Piazza Nuova e Cesidio in quella Vecchia; Stefano, con Franco (un suo amico), ci raggiungerà a Positano direttamente da Roma. L’aria tiepida primaverile ha scaldato anche Passo Godi, tanto che la temperatura al nostro passaggio è pari a 5°C e la neve è presente solo a chiazze; “lo Scalone -nota sconsolato Cesidio, stakanovista dello scialpinismo- era fattibilissimo fino a 2 giorni fa”. Superiamo agevolmente Napoli ed imbocchiamo la direzione giusta grazie alle indicazioni della manifestazione presenti già dal capoluogo partenopeo (primo segno di una cura per ogni dettaglio da parte degli organizzatori che si rivelerà maniacale!). A Vico Equense un cantiere ci rallenta inesorabilmente: “pazienza –commenta Daniele– ci godremo meglio la strada mozzafiato della Costiera, tortuosa quanto quella delle nostre Gole”.
Raggiungiamo Positano alle 18:00 ed ancor prima di fermarci terminiamo gli aggettivi per descrivere questa località incantata. Alle bellezze paesaggistiche (“Ècche ju Padreterne ci-ha perdute na fréca de tiembe” è il commento a caldo di Daniele) si aggiungono quelle architettoniche del borgo variopinto, in cui tutto –case, alberghi, strade, piazzette– è strappato alla roccia strapiombante sul mare. Lasciamo la Polo in un parcheggio custodito in cui la vettura più scarsa costa più o meno come la fabbrica che ha prodotto la mia. Salutiamo Stefano che ci presenta Franco annunciandolo come “ottimo fotografo: penserà lui al reportages di immagini sulla manifestazione”. Alla “Pensione Casa Guadagno”, convenzionata con il “Beach Trail”, ci sistemiamo in camera e tempestiamo di domande su Positano la giovane coppia di proprietari che si rivela gentilissima. La cortesia dei locali è standard, paragonabile a quella che si riscontra nelle persone di Portofino, Taormina, Cortina d’Ampezzo e delle altre località di fama internazionale. Qui alla cordialità derivante dalla secolare tradizione turistica si assommano l’innata simpatia e la proverbiale verve campane.
Trascorriamo la serata negli stretti vicoli di Positano, che pullulano di visitatori. Fra una miriade di negozietti tipici non mancano esclusive boutique. In tutte le edicole si possono acquistare anche l’Herald Tribune, Le Monde, il The Guardian ed altri giornali stranieri, considerata la provenienza internazionale di buona parte dei turisti.
Ceniamo in un ristorante a margine della Spiaggia Grande, location della manifestazione. Cesidio, Stefano e Daniele caricano le batterie con l’irrinunciabile pizza, io opto per l’altrettanto tipica campana mozzarella di bufala, Franco si tuffa in un misto di frittura di pesce “tanto –sentenzia– io devo fa’ soltanto le fotografie…”. Nel nostro stesso locale cenano Massimiliano, Serena, i loro bambini e gli altri amici del “Tibur Ecotrail” di Tivoli; in un’altra numerosa tavolata siede il Presidente del Parks Trail (di cui la gara di Positano fa parte), Aurelio Michelangeli.
Domenica mattina la sveglia è alle 6.30. Ci prepariamo veloci per non fare colazione troppo a ridosso della partenza. Daniele sfodera una notevole serie di prodotti tipici e biologici fra cui una cremosissima e succulenta marmellata di “grugnale”. Poi indossa un mini marsupio con tutta una serie di oggetti -comprese due borracce- tali da farlo apparire pronto ad affrontare il Sahara in autosufficienza piuttosto che un trail di 10 km… Prima di lasciare la pensione, Cesidio testa una delle sdraio sullo splendido terrazzino vista mare della camera: convincerlo ad alzarsi non sarà facile!
L’arco gonfiabile dell’arrivo è posizionato a margine della Spiaggia Grande. Franco ci invita a disporci in fila sulla sabbia per scattare una foto. Ritiriamo il pacco gara, cogliendo l’occasione per salutare e ringraziare per l’ospitalità Michele Volpe, Fabio Fusco e gli altri organizzatori. Intanto, ad uno ad uno, arrivano i 150 iscritti, tutti ammaliati dalla location da favola e soddisfatti per lo standard logistico dell’evento, elevatissimo.
Il nome della manifestazione trae in inganno perché il percorso non ha nulla a che vedere con il mare, nel senso che si corre su sentieri montani estremamente tecnici. L’elemento caratterizzante è la prima salita, comprendente 1768 gradini da affrontare tutti d’un fiato. La “trail-runner” Margherita, sul “forum” dei Parkstrail.it, descrive efficacemente così il percorso di gara: “i vicoli di Positano, l'asfalto, i gradini lastricati, le stradine cementate, i sentieri nella pineta, i sentieri scavati nella roccia, le cenge, i guadi, le mulattiere gradinate, scalette di tutti i tipi, la spiaggia sabbiosa, la spiaggia ciottolosa... e tutto questo in 10 km e 550m di dislivello con panorami unici!”.
Per la cronaca, è stato serrato il confronto con il forte maratoneta campano Gennaro Varrella, tenace in salita, supersonico in pianura ma prudente nelle insidiose discese, ideali invece per chi scrive, grazie a stinchi e caviglie assuefatti agli urti, botte e sassate. Varrella alla fine cede anche il secondo posto a Giuliano Ruocco, altro ottimo runner conosciuto sul Vesuvio.
Cesidio ottiene un 12° posto notevolissimo per lo stato di forma attuale, ancora precario: la stagione per lui sarà ricca di soddisfazioni. Daniele gestisce agevolmente la piazza d’onore di categoria ma la 22ª posizione assoluta è poco rispetto alle sue grandi doti; la sensazione è che il nostro sia uno di quelli “che vanno più forte in allenamento”, ma sono certo che presto insidierà i primi. Il piazzamento a metà classifica soddisfa Stefano, assiduo sì negli allenamenti ma impossibilitato a correre in salita perché a Fregene ci sono solo strade piatte.
Un abbondante ristoro finale precede la premiazione, anch’essa ricchissima. Salutiamo gli amici del mondo del trail running poi pranziamo nell’esclusivo ristorante “La buca di Bacco” (anche qui in convenzione). Non è facile scegliere fra gnocchi alla sorrentina, risotto alla pescatora e linguine alle vongole che –scrutati sui tavoli degli altri clienti– si annunciano memorabili. Franco non ha dubbi e opta per la pasta ai crostacei ma stavolta lo imitiamo andando anche noi… sul pesante. D’altronde l’indimenticabile “Beach trail di Positano” è nel carniere ed i suoi 1768 gradini sono solo un ricordo.

Antonio Carfagnini

CLASSIFICA POSITANO